5 errori nel coinvolgere

5 errori nel coinvolgere

Molte aziende ed organizzazioni si sono accorte che coinvolgere i dipendenti è un vantaggio, ma si riesce sempre a farlo? Ecco 5 errori in cui mi sono imbattuto….

Sono abbastanza comuni e, con un pò di attenzione evitabili permettendoci di guadagnare tempo ed impegno da parte dei nostri collaboratori.

Effetto cascata
La dirigenza e i superiori sono sempre entusiasti e propositivi, fortemente impegnati, ma fanno “cadere” sui collaboratori le nuove decisioni, la vision o la mission aziendale sul resto dell’organizzazione. Il più delle volte perché gli altri non sono parte del processo, sono chiamati a gestire e non a decidere.
Ovviamente non si sta dicendo con questa premessa che le decisioni non spettano alla linea manageriale, ma serve più coinvolgimento con tutti i collaboratori, un collegamento anche emotivo più forte per renderli consapevoli e, questo, ci manda al secondo errore…

Quale scopo?
Mentre si cercano chief happiness officer, si guarda al welfare, si parla di cultura, fiducia e delle componenti immateriali del lavoro, ci scordiamo di concentrarci sullo spiegare lo scopo. Chi fa cosa? Perché esiste una procedura o compito? Questo guida il comportamento delle risorse interne. E’ fondamentale conoscere lo scopo per cui si esegue un compito o semplicemente perché si fa quel che si fa.
Sapere perché svolgo un ruolo, che questo ha importanza e come si inserisce nell’insieme organizzativo crea un collegamento emotivo ed aumenta motivazione e fedeltà, aiutando anche la persona ad essere più consapevole ed impegnata.

Bando al “fai così e basta”!

Attenzione costante e sistematizzare
Molti CEO pensano che un bonus di fine anno o degli incentivi siano tutto quello che serve per motivare il personale ed i propri collaboratori. Le organizzazioni invece che guardano con un occhio d’attenzione alla loro cultura, creando un ambiente di lavoro migliore riescono a superare questo concetto ed ottengono risultati migliori.
Aiutare nel sistematizzare il lavoro può fornire un senso di sicurezza e familiarità alle persone migliorando il sistema lavorativo. Creare delle abitudini che tengano informati i collaboratori sull’andamento aziendale o che instaurino dei “riti” può aiutare molto.

Se non posso misurare, non posso gestire
L’idea di fondo è inconsciamente radicata in ogni business manager, alcuni hanno imparato a gestirla, altri sono ancora ancorati a questo presupposto:

se non posso metterlo in un grafico excel e misurarlo, non posso gestirlo!

La cultura ed il clima aziendale sono tra le cose più difficili da misurare per l’azienda, esattamente quanto è costoso non capire che sono fattori importanti per il benessere della società.
La verità è che possiamo misurarle, ma non con metodi classici e diretti cui siamo abituati, come il numero di pezzi prodotti dalla linea o il valore degli scontrini o il numero di servizi che diamo al cliente. Dobbiamo studiare nuovi modi, indiretti, per tenere traccia dei progressi che facciamo sul piano culturale aziendale. Incrementi di produttività e profitti più elevati non sono sempre risultati del marketing, inoltre, una cultura aziendale forte ci permetterà di attrarre talenti con più facilità.

I segreti aziendali
E non parliamo della ricetta della Coca-Cola o della Nutella, ma della fiducia che si costruisce attraverso la trasparenza. Condivisione delle idee, creatività, successi e fallimenti vanno condivisi perché generino risultati (si, anche i fallimenti, tutti sappiamo che non siamo macchine, sbagliamo!).
L’ho scritto molte volte, rendere le comunicazioni chiare, condividere le informazioni, le vittorie e quello che funziona porta gioia sul posto di lavoro e crea un clima positivo e propositivo tra le persone.

Altre cose?

Di errori ce ne saranno sicuramente altri che ve ne saranno capitati e molti altri ne vedrete, ma se li avete riconosciuti e avete pensato a come affrontarli, è già un successo, se invece, non avete trovato errori, allora si, dovete preoccuparvi, perché forse non li avete riconosciuti.

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