A chi serve più il recruiter?

A chi serve più il recruiter?

Più che un’articolo, oggi una breve riflessione su come sta cambiando il panorama del recruiting che nasce dalla foto scattata in un centro commerciale, per la precisione, questa…

Appartenente ad una famosa agenzia per il lavoro, è comparsa all’interno di un centro commerciale ed ha, non solo attirato la mia attenzione, ma soprattutto la mia curiosità. (A proposito di automazione dei processi HR della scorsa settimana).

La domanda è semplice, a cosa potrà mai servire?

La risposta è altrettanto semplice, a cercare candidati ed a fare un matching automatico.

Schermo touch per l’inserimento dei dati, scanner per acquisire subito eventuali documenti, buca per i cv cartacei ed eventuale contatto voce tramite telefono per assistenza (chatbot…certo).

Ecco a voi, il recruiter portatile!

Operativo 7su7 dalle 9 alle 20, senza pausa pranzo raccoglie le candidature, controlla le parole chiave e fa un primo screening dei candidati collegandoli a possibili offerte.

Ci dobbiamo stupire?

Non più di tanto in fine dei conti. Il marketing usa algoritmi già da anni per profilarci e mostrarci solo pubblicità che ci interessano o legate ad ultime ricerche effettuate in rete, o mail scambiate o siti visitati. Pensiamo solo all’accuratezza di Facebook Insights. Alcune società stanno sfruttando la tecnologia di riconoscimento facciale durante i colloqui per scoprire se i candidati mentono grazie a webcam e software.

La stessa cosa che si fa sul sito internet? Si, ma in maniera più raffinata, precisa e che ti coglie di sorpresa in un centro commerciale.

La domanda quindi è: ci avviciniamo alla fine dei recruiter? Serve ancora una persona che si frapponga tra l’agenzia e l’azienda per valutare i candidati in un primo step o basta solo il lato commerciale ed amministrativo?

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