Castelli di carte

Castelli di carte

Più che un articolo vero e proprio, oggi mi lancio in una riflessione: le aziende assomigliano sempre più a castelli di carte.

Una metafora forse semplicistica di come la dirigenza e la line si dimentichi troppo spesso che alla base dell’attività ci sono persone e la tattica di sfruttare le risorse finché si può e poi cambiarle prende piede nascosta dalla crisi. Colpendo la base, cade tutto il castello.

Un turnover alto non è né efficace né efficiente visto che aumenta i costi di selezione e formazione, diminuisce le performance e quindi anche i profitti dell’azienda, cercando di capire come ridurre i problemi del personale. Sembra quasi di assistere ai vecchi bracci di ferro tra aziende ed operai. Invece di valorizzare le persone, si pensa a come sfruttarne le potenzialità prima di cambiarle con forze nuove.

Google, Ferrero, Lamborghini, Ferrari…e molte altre invece mostrano come sia vero l’opposto e la valorizzazione delle risorse umane, con percorsi di motivazione, formazione ed incentivazione, risolverebbe tanti problemi e aumenterebbe la produttività, non si perderebbero i talenti e i costi di selezione e formazione sarebbero ridotti.

Tu in che azienda vivi?

Leave a Reply

avatar
  Subscribe  
Avvisa per