Ci vuole tempo

Ci vuole tempo

Siamo nella società di internet, delle connessioni ultraveloci, delle informazioni ovunque e velocemente. Siamo immersi nella filosofia del tutto e subito, oppure niente. Facciamo le cose talmente velocemente ed in multitasking che non ci accorgiamo di una cosa fondamentale….ci vuole tempo per farle bene e non perdere tempo.

Per diventare astronauti ci vogliono sei anni, immaginate a quante cose possono accadere in sei anni, possono cancellare la missione, possono succedere incidenti, ma comunque, gli astronauti, sono lì e si preparano.

Ci vuole tempo, per avere successo o diventare una persona di successo, ci vuole tempo per imparare e formarsi, ci vuole tempo per saper gestire il proprio tempo, ci vuole tempo per sviluppare e promuovere nuovi prodotti, per diventare credibili in un mercato globale.

Eppure si lavora spesso sulla velocità, il prodotto nuovo deve essere sviluppato il prima possibile, lanciato sul mercato il prima possibile e la stessa concezione viene applicata alle risorse umane, purtroppo.

La posizione rimasta scoperta o nuova in azienda va ricoperta quanto prima; la nuova risorsa deve essere pronta quanto prima; la riunione deve essere fatta quanto prima.

Quando apriamo una selezione in azienda, spesso, lo facciamo per l’urgenza di ricoprire quel ruolo. Iniziamo a fare ricerche di candidati, colloqui su colloqui e, più ne facciamo più abbiamo fretta di trovare la persona giusta.
Magari iniziamo, i primi non vanno bene, i secondi nemmeno, i terzi proprio no…e iniziamo ad abbassare lo standard, senza nemmeno accorgercene forse. Iniziamo a pensare che, infondo, la possiamo sempre formare, anzi, anche meglio così farà esattamente quello che voglio.

E quando l’abbiamo assunta? Deve essere pronta nel minor tempo possibile ovviamente.
La nuova risorsa viene colpita da una valanga di informazioni che arrivano da più canali: dall’e-learning, dall’affiancamento, da procedure aziendali.
Non importa tanto che persona abbiamo davanti, quali siano i suoi tempi per digerire tutte queste informazioni, l’importante è che si faccia presto e sia pronta presto.

Un cambio di strategia, importanti cambiamenti ambientali, cataclismi e la riunione deve essere programmata e fatta subito. Si arriva senza sapere chi, cosa, come e perché.
Non c’è il tempo di documentarsi a fondo, di sapere di cosa e come affrontare l’argomento, né da parte del relatore, né delle persona convocate e si prendono decisioni nell’ignoranza.

La fretta e la velocità fanno perdere soldi e risorse…

Perché le persone assunte si accorgono che non era il lavoro per loro; perché abbiamo voluto vendere il posto di lavoro invece di fare selezione e quindi, dopo poche settimane se non giorni, si ricomincia…
Perché la persona che abbiamo assunto non era quella giusta, ma ci siamo accontentai e, forse, il candidato giusto era dietro l’angolo.

Perché la formazione è stata talmente veloce da non curarsi se la persona avesse veramente appreso, bastava vedere un buon voto sulle valutazioni dei test on-line magari e, quella risorsa, non preparata a dovere, sbaglierà.
L’errore creerà un piccolo danno all’azienda forse, ma peggio, aprirà una breccia d’ansia nella persona. Avrà paura di sbagliare di nuovo e, se ci siamo accontentati nella selezione e abbiamo velocizzato la formazione, quella risorsa andrà nel panico (soprattutto il luoghi di lavoro ad alto stress o in front-office) e andrà in blocco. Si sentirà insicura su tutto o sbaglierà sempre di più, perdendo la capacità di chiedere aiuto per non sembrare impreparata.

Perché presi dal panico del nuovo lancio di prodotto/servizio del competitor o per cambiamenti interni aziendali, decidiamo che la cosa migliore è fare una riunione; per decidere cosa fare il prima possibile, per reagire e/o riorganizzarsi, ma non sappiamo cosa sta succedendo.
Nei settori professionali si ha una media di ore impiegate per riunioni settimanali di 5,6 e sovente, chi partecipa, non viene informato per tempo dello scopo della riunione e non riesce quindi a preparasi in maniera adeguata.
Abbiamo solo un’infarinatura, non abbiamo avuto tempo di raccogliere dati, di sviscerare la situazione e così prendiamo decisioni, intraprendiamo azioni su di una base traballante, producendo a volte malcontenti nelle persone ed errori nelle scelte.

Ci vuole tempo per non sbagliare e per evitare di ingigantire gli errori domani.

Se abbiamo fatto tutte queste cose di fretta; avevamo fretta quando abbiamo cercato risorse, quando abbiamo fatto formazione, quando abbiamo indetto riunioni, allora fermiamoci un attimo e pensiamo a quanto tempo abbiamo perso, risorse sprecate, persone demotivate o non idonee, energie usate e sprecate perché…….avevamo fretta quando abbiamo pianificato.

Se avessimo speso maggior tempo nella pianificazione, nel creare una rosa di candidature (intra ed extra azienda) per gestire eventuali carriere e nuove posizioni; per assicurarci che la formazione che svolgevamo aveva le giuste tempistiche e buoni metodi di valutazione, coi giusti feedback da parte del candidato; per assicurarci di avere in mano un quadro completo della situazione che mutava, con dati e analisi certi (e non parliamo di settimane, ma qualche ora per documentarsi o una giornata possono essere sufficienti), quando tempo avremmo risparmiato dopo?

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