Come migliorare la prestazione sul lavoro

Come migliorare la prestazione sul lavoro

Esiste qualche sistema per aiutarci a migliorare la nostra prestazione lavorativa ed evitare le urla del nostro capo? Forse…

Esistono migliaia di sistemi promossi dalle aziende per incrementare la produttività e migliorare le prestazioni dei dipendenti e, quasi tutti, riguardano il tempo. Provate a mettere “gestione del tempo” su google e scoprirete tanti di quei metodi e sistemi da non bastare una vita per leggerli tutti, figurarsi per applicarli. Cerchiamo insieme quindi qualcosa che sia di facile applicazione, veloce (così risparmiamo tempo) e pratico.

La prima cosa che ci si stente dire quando si parla di migliorare il proprio lavoro è: “ad aver più tempo”… e la risposta che a volte ci sentiamo dire è: “hai lo stesso tempo di Leonardo Da Vinci, Donatello, Einstein, vedi che puoi fare di più?” e, di solito, a questo punto, è meglio chiudere la conversazione.

Quello di cui abbiamo bisogno non è un sistema, ma identificare il motivo per cui dobbiamo migliorare sul lavoro.
Perché questo? Perché di sistemi è pieno il mondo, basta aprire la finestra per trovarli, ma per applicarli serve la motivazione, senza di questa rimangono caratteri neri su carta bianca.

Dividiamo le nostre motivazioni in tre step:

  • le cose su cui mi devo concentrare
  • le cose da fare nei prossimi 6-9 mesi
  • le cose da fare nelle prossime 96 ore

Spacchettiamo ora i tre punti della nostra lista e cerchiamo di vedere cosa farci.

Le cose su cui devo concentrami
Pensiamo alle ultime 24 ore e vediamo su cosa devo concentrami che ho rimandato o non finito; identifichiamo le cose classificate come “dopo devo ricordarmi di farlo”, del seminario o convegno di cui abbiamo sentito parlare, di un documento da leggere e, perché no, i nostri colleghi sono appena tornati da una vacanza, iniziamo a pensare alla nostra?
Non una lista di cose da fare nella vita, ma solo quello che abbiamo recuperato nelle ultime 24 ore, questo per non sovraccaricarla e renderla fattibile.

Le cose da fare nei prossimi 6-9 mesi
Qui siamo già più comodi come tempi, abbiamo più tempo e, calendario alla mano, possiamo studiare quello che faremo. Un elenco che possiamo andare ad aggiornare settimanalmente o mensilmente. Se ne abbiamo la possibilità, condividiamo il nostro piano produttività e di miglioramento con un coach sul lavoro, così da metterlo anche in discussione, renderlo una sfida applicabile e concreta.

Le cose da fare nelle prossime 96 ore
Qui le cose si fanno serie, una To-Do-List delle prossime 96 ore, le cose da fare a breve termine. Riunioni, scadenze, documenti da preparare, ecc… Spacchiamole in blocchi di 20/30 minuti quando le calendarizziamo, per poter cogliere i progressi che facciamo man mano che procediamo e darci slancio.

Bene, adesso immergiamo tutto nella nostra giornata lavorativa, come facciamo coi biscotti nel caffellatte la mattina.

Scegliamo i nostri 3 obiettivi giornalieri, le cose più importanti su cui concentrasi e buttiamoci a testa bassa durante la giornata. Che questi tre punti siano ben visibili durante la giornata, usiamo un post-it vicino il monitor della nostra postazione ad esempio.

Massimizziamo le interruzione…come scusa?!? Si, massimizziamo le interruzioni. Sappiamo già che durante una giornata di lavoro le interruzioni ci sono, inutile negarlo o chiudersi sotto una campana di vetro, a questo punto, sfruttiamole. Sappiamo già che una certa persona verrà a chiederci qualcosa? Bene, ad inizio giornata, prepariamoci delle liste di cose che noi dobbiamo chiedere a loro e..voile, sfrutteremo le interruzioni per mandare avanti la nostra lista di cose da fare evitando di andare noi a cercare i colleghi.

Riconosciamo il buon lavoro e chi lo sta facendo. Una volta al giorno, per almeno una settimana, fermati a ringraziare le persone che ti hanno aiutato e hanno fatto un buon lavoro, riconosci lo sforza fatto per aiutarti. Migliorerai anche il lavoro delle persone con cui collabori in maniera più stretta.

Un ultimo suggerimento sulle mail che mandiamo ai nostri colleghi e collaboratori. Quando ne spediamo una, mettiamo un verbo nell’oggetto così che già da quello, vedendola magari tra 50 mail sullo smartphone, sappiano già cosa stai chiedendo e cosa va fatto. L’oggetto della mail diventa la nostra linea d’azione.

Hai trovato un sistema valido ed una motivazione sufficiente ad applicarlo? Magari condividilo nei commenti, facciamo un po’ di brainstorming assieme.

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