Employer ed Employee Branding

Employer ed Employee Branding

Employer ed Employee Branding sono le due anime e le due attività principali su cui fondare le strategie delle risorse umane nell’ambito della guerra dei talenti per aumentare la competitività dell’organizzazione. Che differenze ci sono?

Con l’Employer Branding ci si focalizza su come l’organizzazione è vista dai dipendenti, attuali e potenziali con lo scopo di vincere la guerra dei talenti, perché l’azienda sia una potenziale employer of choise. In questo modo l’impresa cerca di assicurarsi che l’immagine presentata all’esterno rifletta il più fedelmente possibile la cultura organizzativa, i metodi e l’ambiente di lavoro per non creare aspettative irreali.

L’Employee Branding è il processo di interiorizzazione nei dipendenti dell’immagine desiderata dall’azienda che quindi li motiva a proiettarla a consumatori, stakeholder e potenziali futuri collaboratori divenendo primi testimoni del luogo di lavoro. Su questo tema, Free sostiene che “la gestione dell’Employee Branding può essere vista come una strategia di controllo usata per assicurarsi che le azioni dei dipendenti siano in linea con le richieste dell’organizzazione”. L’idea in questo caso è di far diventare il dipendente una parte del brand.

Bisogna però differenziare i due processi che hanno scopi ed oggetti di riferimento ben distinti.

Nell’Employer Branding la base di partenza della strategia è l’organizzazione, mentre il target cui si vuol mirare sono i dipendenti, attuali e potenziali.

Quando invece parliamo di Employee Branding il baricentro si sposta sui dipendenti come base per l’attività e l’oggetto di riferimento sono clienti e stakeholder.

I due concetti rischiano di confondersi facilmente perché richiamano le stesse figure e gli stessi ambiti, ma sono focalizzati su target diversi. Quando decidete la vostra strategia fate attenzione, potrebbe cambiare tutto…

 

 

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