Errori di valutazione

Errori di valutazione

Continuiamo oggi il discorso sulla valutazione con alcune pillole. In particolare mi soffermo su quelli che sono i più comuni errori di valutazione.

Così come esistono innumerevoli sistemi di valutazione, anche gli errori possono essere di svariate forme, soprattutto quando parliamo di relazioni tra persone.

Alcuni dei più comuni possono essere:

  • di paragone: valutare non in base agli obiettivi e target assegnati, ma paragonando la performance con quella dei colleghi. La stessa persona quindi potrebbe ricevere due valutazioni diametralmente opposte se inserita in un gruppo di top performer o di low performer;
  • dello specchiarsi: è una tendenza naturale delle persone, dare un giudizio positivo a persone simili a sé. Il fattore simpatia generato rischia di dare dei falsi positivi nelle valutazioni e generare discriminazioni;
  • nel distribuire: l’utilizzo di solo una parte del range di punteggi (sia in alto che in basso) può portare il valutatore ad essere troppo generoso o negativo rendendo difficile distinguere i lavoratori migliori da quelli a basse performance rendendo i risultati poco affidabili
  • effetto periferia: effettuare la valutazione su caratteristiche del lavoratore che non sono il vero oggetto della valutazione, ma solo aspetti complementari che catturano l’attenzione del valutatore.
  • effetto memory: dare enfasi nella valutazione ad episodi recenti senza richiamare il percorso storico. Questo limita la valutazione a solo una parte del periodo che dovrebbe essere esaminato

Per essere valutatori, servono impegno, studio e pratica; per fare errori di valutazione, basta un attimo. Facciamo che le nostre valutazioni sia eque e giuste.

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