Flipped classroom, capovolgiamo la formazione

Flipped classroom, capovolgiamo la formazione

Di cosa parliamo oggi? Spostare tavoli delle aule di formazione e arredamento? Ovviamente no, riprendiamo un concetto espresso in questo articolo sulla formazione per cercare metodi migliori di trasmissione del sapere….

Si chiama Flipped Classroom, letteralmente classe capovolta, un approccio metodologico che ribalta il tradizionale ciclo di apprendimento fatto di lezione frontale, studio individuale a casa e verifiche in classe, con un rapporto docente-allievo piuttosto rigido e gerarchico.

Ora, formatori, iniziate a storcere il naso!
No, aspettate un attimo e diamo una possibilità a questa metodologia prima.

Di cosa si tratta esattamente? Come dicevo, non si tratta di ri-arredare le classi, ma di sfruttare le nuove tecnologie e ristrutturare i tempi di insegnamento per trasmettere messaggi e contenuti non a gusci vuoti, ma a persone con un proprio bagaglio di nozioni, una propria personalità ed interessi.

La metodologia della flipped classroom, non è panacea di tutti i mali, non è lampada di Aladino o bacchetta magica, ma è uno strumento tra tanti da poter implementare ed usare nei processi formativi per riformulare il ruolo del docente in contesti che sono cambiati e cambiano velocemente.

La lezione infatti qui cambia letteralmente gli spazi, di insinua nel mondo IT e sposta il baricentro dell’apprendimento.

Il materiale lo troviamo con video su Youtube, materiale on-line e piattaforme e-learning preparati dai formatori perché siano fruiti dalle persone quando e quante volte vogliono. L’aula fisica invece diventa spazio di incontro per confronti, laboratori, role play, lasciando spazio ad interazioni fortuite, domande, dialogo e confronto. Grazie alla rete si trasmettono le competenze cognitive basse (ascolto e memorizzazione), grazie all’aula le competenze cognitive alte (applicare, comprendere, interagire).

Fantastico, ma…

c’è da aggiungere che, solo perché ho messo un video, una bellissima presentazione in Powerpoint o Prezi, dei testi o altri tipi di materiali online questo sia interessante per le persone e che vogliano vederlo.

Tutto il sistema si regge su di una magica parola, il coinvolgimento. E’ qui che, in realtà, si gioca tutta la partita perché abbiamo avanti persone che potrebbero vedere la formazione solo come un’inutile perdita di tempo, ore tolte al loro lavoro, ai loro target commerciali o come un obbligo da svolgere per non venir richiamati dal superiore.

La formazione fatta così non serve a nulla ovviamente, se non a sprecare risorse (e non solo economiche)

Quindi, come faccio?

Di modi potrebbero essercene a migliaia, ricordiamoci però che alcuni consigli possono tornarci utili:

Non improvvisiamo né gli strumenti né i canali scelti per le piattaforme tecnologiche; meglio partire tardi che partire male

Abbiamo tempo e strutture per provarci? Perché si tratta di sperimentare, prepariamoci a strutturare luoghi e tempi diversi cercando di creare un ambiente misto che divida le due fasi.

Sfruttiamo modelli coinvolgenti come gamification, role play, dibattiti creando un collegamento tra contenuti ed obiettivi.

E, infine….

ricordiamoci che la Flipped Classroom è solo uno strumento tecnico, e che non può surrogare LA MOTIVAZIONE INTRINSECA ad apprendere e, trasmettere quella, è sempre il primo passo, qualsiasi metodologia, strumento o iniziativa usiate.

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