Giovani: Umpa Lumpa del lavoro

Giovani: Umpa Lumpa del lavoro

Chi non conosce gli Umpa Lumpa? Ok, brevemente, nascono dalla mente di Roald Dahl, autore de “La fabbrica di cioccolato”, simpatici personaggi, tutti uguali tra loro, che lavorano nella fabbrica dopo il licenziamento di tutti gli operai. Immaginati come provenienti da un mondo lontano, sono instancabili lavoratori (a tratti apparentemente sfruttati) che mandano avanti la fabbrica ininterrottamente giorno e notte, per dei semi di cacao. E qui la domanda, cosa c’entra tutto questo coi giovani?

Il nesso esiste, in alcune realtà potrà essere evidente, in altre meno, ma quello che ho notato è una certa somiglianza tra le pagine scritte da Dahl ed il mondo del lavoro che ci circonda.

Quali?

Parlando con diverse figure dirigenziali, è emerso più volte come, da un lato si lamentino di un problema evidente di allineamento tra mondo della formazione e del lavoro,

ma

le realtà organizzative vanno avanti nella ricerca di neolaureati, apprendisti (quanti di voi hanno visto quei fantastici annunci “cercasi apprendista con esperienza”? Paradosso linguistico), minime esperienze richieste.  Non è strano?

 E’ così che mi è venuto in mente il collegamento tra giovani ed Umpa Lumpa.

I giovani sono ricercati per la loro capacità lavorativa, per la freschezza mentale e per la passione che ci mettono, ma, forse ancora più importante, per la mancanza di pretese contrattuali.
Eh già, perché per assumere un giovane, non devo pensare a quanto mi costa, ma a quanto mi fa risparmiare e guadagnare. Grazie a questo c’è un fiorire di stage, progetti finanziati da politiche attive del lavoro (in Friuli Venezia Giulia, il progetto PIPOL – no, non ho sbagliato di scrivere…) dove la remunerazione massima per un fulltime è di 500€.

Alcuni casi concreti?

Ho avuto modo di parlare con un ingegnere che si occupa di edilizia ed infrastrutture, ormai la prassi è chiara. L’azienda committente assume un ingegnere in pensione o un ex docente il quale non tocca minimamente il progetto, ma lo “subappalta” a dei giovani neolaureati che avranno il compito di effettuare tutti i calcoli e redigere l’opera. I ragazzi, da parte loro avranno il grande privilegio di lavorare con uno studio affermato o un ingegnere famoso e, se fortunati, avranno un rimborso spese, altrimenti possono anche solo ringraziare per l’esperienza acquisita…no, aspettate un attimo, quale esperienza se il progetto è stato interamente fatto da loro e l’ingegnere o lo studio ci hanno messo solo il nome? Esperienza vuol dire imparare da chi ha già maturato anni di lavoro e trasferisce le sue conoscenze ad altri. E, a distanza di anni, il cavalcavia va giù…

Nel mio articolo della settimana scorsa ho già fatto l’esempio delle agenzia per il lavoro e del ricorso selvaggio al tirocinio come forma di occupazione, soprattutto per il front office.

Un altro esempio è dato da alcune realtà dell’IT. Mentre alcune aziende giovani addirittura mettono una “taglia” su chi trova informatici qualificati, altri hanno trovato strategie diverse. A cosa mi servono 20 programmatori qualificati per seguire i progetti richiesti dai clienti? Prendiamo invece 5 programmatori qualificati e affidiamo loro i progetti, le altre 15 persone saranno stagisti non retribuiti o forse solo con un rimborso spese che avranno modo di “fare esperienza” e mettere in pratica gli studi fatti, o anche solo il breve corso di programmazione nel linguaggio necessario.

Altri casi? Sicuramente ve ne staranno venendo in mente parecchi.

Due sono le parole chiave comuni a molte di queste situazioni a mio parere: l’esperienza e il risparmio.

Perché l’esperienza sembra essere la nuova moneta di scambio tra il mercato del lavoro ed i giovani. Si è sempre troppo “giovani” ed inesperti per avere un contratto ed una retribuzione “vera”.

Negli anni, in un mercato del lavoro a tratti in crisi, si è riusciti ad inserire l’idea che se sei giovane (e l’età per classificare il giovane si è andata alzando ogni anno nell’uso comune) non hai le carte necessarie per entrare nel mondo del lavoro, non sei pronto, non vali i soldi che guadagni, prima devi fare esperienza.
Non vi preoccupate però, non vi allarmate, questa esperienza si può fare grazie ai tirocini non retribuiti! Diverse realtà aziendali vi permetto di accedere a questa modalità ed a loro un grazie è dovuto…

Per fortuna non tutte le organizzazioni sono così, ce ne sono ancora di serie che riconoscono il valore dei candidati che hanno davanti, anche se senza esperienza, e propongono loro un lavoro con tutte le carte in regola.

L’altra parola chiave è il risparmio. Innegabile leva che muove il mondo è…aumentare i margini in un mercato competitivo e sempre più allargato. Le strade che possono imboccare le aziende sono diverse, come puntare sulla professionalità della propria squadra e su talenti che facciano la differenza allargando il numero di clienti e ottenendo una posizione di spicco nel mercato (vi dice niente Google? o Ferrari?); oppure posso puntare sul taglio dei costi, riducendo il costo del personale, uno dei più importanti del budget aziendale assumendo giovani senza pretese.

Ed ecco, gli Umpa Lumpa del lavoro, persone cui abbiamo insegnato che non sono in grado di ricoprire ruoli chiave aziendali senza infinite gavette non retribuite, che possiamo sfruttare per le loro capacità senza gravare sui costi aziendali e che, magari con la lontana promessa di stabilizzazione futura, si impegneranno al massimo.

Benvenuti nella fabbrica di cioccolato italiana.

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[…] In particolare penso ad una famosa catena di borse che ha messo in palio, per i clienti, uno stage di un mese full-time da 500 euro. Sento odor di Umpa Lumpa […]