HR: come misuriamo quello che facciamo?

HR: come misuriamo quello che facciamo?

Da quando la funzione delle risorse umane è mutata, passando dalla sola amministrazione alla più complessa gestione un fattore di difficile controllo è stato sull’efficacia di processi non misurabili con obiettivi e target spesso commerciali…per capire se lavoriamo bene, si può trovare una soluzione?

Ce ne sono sicuramente molti di sistemi, applicati nelle varie organizzazioni, che cercano di rendere quantificabile l’opera svolta dalle risorse umane, dalla formazione, all’inserimento ed uscita dei collaboratori. Di seguito riporto alcuni punti (e spunti) per imbastire anche nella nostra realtà un sistema di verifica e capire se stiamo lavorando bene.

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Ovvero, ridisegnare l’assetto organizzativo aziendale trasformandolo nella Cappella Sistina” delle aziende. Identifichiamo i parametri di rendimento del nostro business, come funziona la struttura e quali sono i meccanismi che producono vantaggio competitivo sul mercato e ridisegniamo l’azienda in modo che tutti sfruttino questi fattori chiave. Per fare questo, assicuriamoci che si vada tutti nella stessa direzione, ogni persona deve avere il quadro complessivo e la visione dell’azienda, altrimenti rischiamo di lavorare a camere stagne. Identifichiamo chiaramente i compiti e verifichiamo se i processi funzionano costantemente, così potremo vedere i progressi generati in tempo reale e fare le dovute correzioni per riprendere subito la strada giusta.

Cultura
Fattore chiave di ogni realtà, trascurarla rischia di generare una polveriera in casa senza nemmeno accorgersene. Per capire cosa pensano le persone che lavorano con noi non c’è niente di più facile che chiederlo, ma attenzione! Non sempre le persone, sul posto di lavoro, sono disposte a sbilanciarsi per paura di ripercussioni. Uno strumento quindi per capire da dove cominciare può essere un sondaggio su larga scala, o creare un focus group in un ambiente considerato protetto dove possano sfociare idee, capire dinamiche interne ed il reale vissuto aziendale. Questo è solo un punto di partenza che dovremo confrontare con il nostro ideale culturale aziendale per poter cambiare le dinamiche interne e generare una cultura più profonda e forte.

Engagement
Di pari passo con la cultura, dobbiamo monitorare attentamente anche il livello di impegno. mentre la cultura ci dice cosa piace alle persone della nostra realtà e cosa cambiare, l’impegno ci dirà come vivono tutto questo quotidianamente. Cosa dicono di noi Glassdoor o Jobreference? Le persone sono felici di lavorare con noi? Un’idea leggera è quella dei terminali “HappyorNot“, forse apparentemente banale, ma può essere uno strumento di monitoraggio dell’umore interno ed un indicatore sulle strategie attuate.

Come ogni cosa, quello che viene monitorato può essere aggiustato, corretto e valutato.

Uno dei compiti delle risorse umane è creare la differenza nel core business aziendale, ma sappiamo bene che senza numeri rischiamo di parlare una lingua diversa e non compresa, riducendo in nostro ruolo a mera gestione dei costi.

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