HR e social network

HR e social network

Quando si parla di HR e social media, la prima cosa che viene in mente è a trovare un lavoro, leggere annunci, candidarsi tramite gli arcinoti siti internet o gruppi, ma dietro, c’è anche altro…

I social media stanno avendo un profondo impatto sul modo di usare internet, agevolati anche dal comparto mobile, hanno cambiato negli ultimi anni il modo di comunicare non solo con amici e parenti, ma anche tra colleghi ed aziende. Stanno fornendo opportunità uniche per le aziende di farsi conoscere ed allargare la loro clientela promuovendo servizi e prodotti, ma anche mantenersi aggiornate e stringere relazioni.

I social sono diventati vetrina anche per trovare ed assumere dipendenti di talento, far conoscere il proprio lavoro e fare employer e personal branding.

L’employer branding dobbiamo vederlo come delle “pubblicazioni” che un’organizzazione fa nei confronti dei dipendenti, sia interni che esterni. Aumenta l’appetibilità dell’azienda stessa in modo da attrarre i migliori e riuscire a mantenerli nel tempo. Il concetto che sta alla base dell’employer branding è che, un dipendente dando un valore elevato all’azienda per cui lavora e messo nelle condizioni di dare il meglio di se, sarà ovviamente più motivato nel fare bene e farà di tutto per restare e crescere con quell’azienda.

Il personal branding invece va visto più sul mirato, è l’immagine che diamo, cosa pensano le persone di noi quando non ci siamo. Fare personal branding significa impostare una strategia per individuare o definire i nostri punti di forza, quello che ci rende unici e differenti rispetto ai nostri concorrenti e comunicare in maniera efficace cosa sappiamo fare, come lo sappiamo fare, quali benefici potremmo portare e perché gli altri dovrebbero sceglierci.

Guardiamo alcuni numeri registrati da LinkedIn Talent Solutions nel 2015.

Solo il 45% delle aziende ha una strategia produttiva di employer branding e per il 36% non riguarda l’HR.
L’utilizzo dei social è limitato al 42% e, solo nel 22% dei casi si usa per ricercare candidati passivi.
A quasi il 30% delle aziende, l’employer branding non interessa o non ne conosce caratteristiche e potenziali.

Mettiamo questi dati vicino a quelli di utilizzo dei social delle persone e ci accorgiamo subito di quante potenzialità stiamo lasciando per strada nella ricerca dei talenti e delle conoscenze oltre che dei clienti.
24 mln su Facebook (nel 2015 il 70% degli italiani è iscritto e pensate che le persone passano su Facebook una media di 30 giorni l’anno), più di 8 mln Twitter, quasi 7 mln LinkedIn, giusto per citare tre dei Big Social.

In tutto questo, come si posiziona il mondo HR?

Sarà proprio l’HR manager che avrà il delicato compito di mostrare l’azienda sui social dando le indicazioni per un uso responsabile che ne migliori la web reputation.
Quante persone la nostra azienda non raggiunge per promuoversi, farsi conoscere ed accedere a nuovi saperi?

Come usare i tre grandi Big Social quindi?

Facebook
Nasce come social per permettere alle persone di entrare in contatto con amici, ma si sviluppa presto anche con pagine aziendali che permettono di interagire coi clienti e diventa velocemente una importante vetrina.
E’ amico dell’HR perché permette anche di creare gruppi chiusi in cui coinvolgere i dipendenti ed incoraggiare il teamwork. Inoltre, strutturare una pagina apposita, permette di interagire coi clienti, amplificare employer e personal branding. Può anche essere usato al contrario, per verificare il profilo di potenziali candidati e dipendenti.
Ci è nemico invece perché può essere usato per qualsiasi cosa ed è aperto a tutto. E’ già stato oggetto di numerose azioni legali da parte di dipendenti. Ad esempio, un supervisore in prova è stato licenziato perché utilizzava le pagine Facebook dei dipendenti che avevano dichiarato di essere in malattia per dimostrare che invece erano andati a divertirsi fuori casa. In altri casi, Facebook è stato utilizzato per molestare sessualmente i dipendenti. E’ stato anche coinvolto in casi in cui i dipendenti hanno fatto commenti sprezzanti sulle autorità di vigilanza o sulla propria società e sono stati successivamente licenziati.

Twitter
Il primo a nascere come strumento di microblogging con il suo limite di 140 caratteri; la versione social dei vecchi sms, ma aperta al mondo.
E’ un amico per seguire gli esperti di HR, beneficiare delle loro conoscenze e ricerche, scoprire eventi e conferenze con più facilità, corsi e nuovi strumenti. Rapido mezzo per rimanere aggiornati e fare ricerche anche di candidati.
E’ nemico perché, coi suoi 140 caratteri, ha dei limiti molto stringenti (per questo hanno inserito i link ad articoli o siti) ed è spesso usato per suscitare, tramite i tweet, polemiche per cercare di coinvolgere più persone possibili. Sbagliare su Twitter può alimentare velocemente una marea di commenti negativi e dannosi per il brand.

LinkedIn
LinkedIn è uno strumento di business networking per connettersi con i colleghi, mantenere aggiornato un curriculum on-line, “seguire” persone influenti nel mondo degli affari o del vostro settore. È il social media più utilizzato dai selezionatori, viene da chiedersi perché, nel 2013, solo il 46% del management HR vi fosse iscritto e lo usasse.
E’ un amico perché ci permette, tramite la rete di dipendenti, di ricercare nuovi candidati, pubblicare annunci e ricercare candidati passivi con criteri molto stringenti.
Grazie poi ai gruppi di discussione, permette di accedere ad altri professionisti HR per entrare in dialogo, condividere idee, imparare cose nuove e tenersi aggiornati.
E’ un nemico perché l’utilizzo di LinkedIn può determinare alcuni problemi di natura giuslavoristica. Facciamo un esempio. Se viene licenziato un dipendente a causa delle sue prestazioni giudicate insufficienti mentre altri dipendenti (o addirittura il suo capo) ne cantano le lodi su LinkedIn, questa situazione può essere usata contro l’azienda in una causa per licenziamento ingiustificato. Sotto questo profilo è opportuno assicurarsi che l’azienda abbia una social media policy in cui chiarisce se le raccomandazioni su LinkedIn sono ammesse (ed in generale in cui dettaglia molto bene una serie di questioni quali come i dipendenti devono presentarsi, in che modo si possono usare i gruppi a fini aziendali, eccetera).

 

Voi, come usate i social? Ne sfruttate le potenzialità? Se lo fate, un consiglio, attenzione a quello che condividete e come lo fate, sempre più, i social media faranno la differenza

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