L’importanza della motivazione

L’importanza della motivazione

Oggi, superata la catena di produzione tayloristica, il lavoratore assume, come poche volte prima, un nuovo ruolo ed una nuova figura. La persona acquista una dimensione extra lavorativa e, l’organizzazione, si accorge di bisogni che non appartengono solo alla sfera economica, ma anche a quella emotiva e sociale. E’ un approccio che supera la semplice considerazione dell’efficienza nella divisione del lavoro.
Nella varietà in cui ci si immerge di compiti, con autonomia e responsabilità, il lavoratore riesce ad identificarsi nel ruolo assegnato più che nel compito e questo diventa fonte di soddisfazione e di utilità.

E’ la motivazione delle persone a svolgere un ruolo determinante che crea soddisfazione e le motiva nel loro lavoro. Si genera una ricompensa intrinseca che va ben oltre la retribuzione monetaria come spinta motivazionale.

Un esempio sono i servizi. Se la commessa ha difficoltà nel contatto con il pubblico; se il bancario non ama spiegare le caratteristiche degli investimenti; se il medico non ha un genuino interesse verso la persona è il servizio intero a soffrirne.

In questi, come altri milioni di casi, è la motivazione della persona che costituisce il cuore del servizio e quindi anche la soddisfazione del cliente, dell’organizzazione.

Bisogna quindi progettare l’organizzazione del lavoro superando i principi di ripetitività e massima specializzazione, di limitata autonomia e nessuna responsabilità che, hanno mostrato nella storia, solo di portare il lavoratore ad alienarsi, con abbassamento di produttività e rigidità comportamentale.

Vediamo insieme alcune variabili di progettazione e come possono incidere sugli aspetti motivazionali, perché, come sempre, la ricetta pronta non esiste ed ogni realtà organizzativa, deve trovare la sua propria ed inimitabile formula.

Varietà
Grazie alla varietà di compiti e mansioni, sfruttando una job rotation sana, che non sia punitiva, ma che valorizzi, daremo la possibilità di stabilire rapporti e legami nuovi nell’azienda.
Aumentando la collaborazione trai lavoratori e facendo cogliere le complessità e diversità dei ruoli, si creerà un clima più disteso ed una squadra più compatta. Eviteremo anche la routine alienizzante, diversificando le sollecitazioni ambientali e stimolando l’apprendimento by doing, dando la possibilità di capitalizzare l’esperienza.

Autonomia
Dando la possibilità di partecipare alla formulazione di obiettivi generale e specifici, aumenteremo il coinvolgimento delle persone nell’azienda e daremo il senso di responsabilità delle scelte fatte. L’autonomia li coinvolge direttamente anche nelle scelte quotidiane permettendo di prendere decisioni non solo sulla base di alternative prefissate, ma alimentando anche scelte individuate autonomamente. Un altro segnale di responsabilizzazione è la possibilità di controllare il proprio ritmo di lavoro, spazi e tempi, come visto nello smart working.

Senso del contribuire
Grazie all’assegnazione di obiettivi definiti e risultati concreti misurabili, rendendo partecipi i lavoratori della fase progettuale e globale, si alimenta la percezione della significatività del proprio lavoro.
Non una singola parte di un prodotto, ma qualcosa di più grande che si può realizzare solo grazie al contributo di tutti. Questo scatena anche l’esercizio responsabile dell’attività di giudizio dei singoli che si identificano in un quadro comune più grande.

Feedback
Introdotti agli ambiti decisionali superiori ed avendo la possibilità di verificare la propria prestazione rispetto alle aspettative aziendali, non faremo altro che alimentare un sistema di auto-valutazione.
In maniera naturale si genererà un senso di appartenenza alla cultura organizzativa ed un allineamento con gli obiettivi strategici. Questo perché, potendo sapere il motivo per cui vengono prese certe decisioni invece di calarle semplicemente dall’alto e avendo la possibilità di controllare i propri progressi, le persone saranno portate a seguire quelle decisioni, raggiungere quegli obiettivi ed sentirsi parte della famiglia aziendale.

Non importa quale sistema userai nell’organizzazione, se li mescolerai tutti o solo una parte. Se ne inventi di nuovi o se li copi pari passo. L’importante è usarli, perché la motivazione è la più grande arma a disposizione per migliorare il lavoro.

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Sara FerrariRoberto SantoroGiovanni Bonone Recent comment authors
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Giovanni Bonone
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Giovanni Bonone

È importante la motivazione in azienda, soprattutto in lavori ripetitivi o in grandi aziende dove il dipendente può essere messo a fare diverse mansioni.
Anche l’articolo sul Curriculum Vitae è interessante. Il formato Europass risulta interessante alle ditte o è meglio utilizzarne uno più personalizzato?

Sara Ferrari
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Sara Ferrari

Parlo per esperienza personale, sia come candidata che come recruiter; il modello Europass è più un emulare uno stile europeo, a volte poco chiaro sia per chi lo compila che per chi lo legge. Di poco successo in Italia. E’ certamente preferibile un cv che faccia emergere le conoscenze, le competenze e la personalità; accompagnato da una lettera motivazionale adatta e curata.