Riconoscere un Top Performer

Riconoscere un Top Performer

Con la partenza del nuovo anno, le aziende pongono i nuovi obiettivi e target. Su chi puntare per raggiungere questi nuovi e sfidanti traguardi? Sui Top Performer naturalmente, ma identificarli in grandi (a volte anche piccole e medie) realtà non è sempre facilissimo ed è facile scambiarli con chi semplicemente è un arrivista.

Sono diversi i tratti che contraddistinguono un Top Performer, come l’autodisciplina, la focalizzazione sui risultati, la capacità di guidare un team sia nel bene che nel male. Spesso sono persone introspettive, con una grande capacità di auto-analisi e riflessione, severe, in primis con loro stesse.

Un Top Performer è molto competitivo, non solo sulle grandi sfide, ma anche sulle piccole quotidianità lavorative, senza però sconfinare dalla professionalità e correttezza; vuole vincere. Per questo sono molto severi con loro stessi e con i loro team.
Ciononostante, ammettono l’errore e cercano di porvi rimedio senza addossare responsabilità e colpe su terzi.

Un Top Performer è controllato ed equilibrato, uno dei suoi segreti è proprio nell’equilibrio infatti. Saper gestire le proprie emozioni aiuta nel sopportare grandi carichi di stress e trasforma l’energia in nuovi sforzi lavorativi.
E’ una persona che ha trovato un ritmo tra lavoro e vita privata e, in questo ritmo, esprime grandi risultati. E’ autentico e non scinde vita privata e lavorativa in due camere stagne, ma nell’equilibrio trova una nuova dimensione che gli permette di essere se stesso sia sul lavoro che la sera con gli amici al pub. Questo evita che si trattenga nel lavoro, che sia represso (almeno in parte) e che quindi non dia il massimo.

Un Top Performer è quello avanti a tutti, l’apripista nelle nuove sfide. Si assume i rischi in situazioni nuove mentre gli altri stanno a guardare per vedere cosa succede. Preferisce far accadere le cose piuttosto che venirne schiacciato o fare l’osservatore.
Certo, questo comparta rischi, ma è pronto ad assumerli, insieme a quanti lo affiancano.

Un Top Performer è onesto, spesso troppo, ed evita i pettegolezzi. Questo suo aspetto è scomodo, soprattutto a livelli più alti, perché le cose non le manda a dire.
Se deve criticare (costruttivamente, si intende), lo fa direttamente, face to face, non usa aggressività passiva, insulti o produce solo critiche meschine e voci di corridoio.
Questo gli permette di avere grande fiducia e stima e, contemporaneamente, grandi antipatie. Non tutti apprezzano questo modo di fare ovviamente, specie da quei colleghi invidiosi che non possono competere al suo stesso livello.

Un Top Performer è un polo attrattivo per i colleghi. Certo, non per tutti, ma è spesso un punto di riferimento per molti colleghi, in particolare per quelli che, come lui, possono dare grandi risultati.

Un Top Performer non si ferma, mai. E’ una risorsa continua per l’azienda in cui lavora e produce un costante valore aggiunto. Il suo è un ascolto attivo e riflessivo, offre spesso punti di approfondimento, trova falle ed ha la capacità di sfidare lo status quo delle cose. Non si risparmia e non lascia nulla sul tavolo senza curarsi troppo del futuro; in caso di dubbio, dare tutto sempre e spingere al massimo, i risultati diventano una naturale conseguenza.

Queste sono solo alcune caratteristiche che può avere il Top Performer e che possono essere utili quando si sta formando una nuova squadra e si è in fase di selezione o quando ci sono dei piani di carriera che richiedono grandi figure professionali.

Se la vostra azienda o organizzazione è priva di figure di questo tipo, forse è il momento di prendere in considerazione di fare recruiting per avere un TopTeam o, se sei un Top Performer e l’azienda per cui lavori non sfrutta queste tue doti, è il momento di guardarsi attorno.

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Paola
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Paola

Molto interessante. Mi dà spunti di riflessione.