Sfida al cambiamento

Sfida al cambiamento

State lavorando in una grande azienda e vi accorgete che c’è l’esigenza di innovare (secondo voi, ovvio), ma il capo restituisce un secco NO ogni volta che qualcuno interviene con qualche proposta. Come possiamo convincere ad innovare un conservatore?

Come sempre, nessuna ricetta pronta che trasformi quel NO in un SI. Le aziende sanno che la necessità di innovare è oggettiva per lo sviluppo del business, ma ai vari livelli dell’azienda, spesso i top manager non danno la necessaria spinta all’innovazione.
Questo è senza dubbio un paradosso del top management. Da un lato sono ben consapevoli della necessità ed importanza del cambiamento prima che si chiudano in un vicolo cieco e l’azienda ne risenta. Dall’altro lato, innovare e cambiare è sempre un processo rischioso che richiede risorse e tempo e che non garantisce risultati. Il fallimento potrebbe fermare la loro carriera e sentono più sicurezza nel dire NO, anche se sanno che quel NO avrà ripercussioni inevitabili.

Per portare avanti la nostra idea di innovazione possiamo seguire qualche consiglio.

Non fare nulla è il rischio più grande
Un proverbio inglese dice: “necessity is the mother of invention” cioè “la necessità è la madre dell’invenzione”. Il cambiamento inizia da un bisogno, da una necessità che si palesa e spesso, lo fa con urgenza. Stare fermi a guardare è peggio che sbagliare. Se non si agisce, il cambiamento travolgerà come uno tsunami tutto e potremo solo essere attori passivi degli eventi invece di esserne protagonisti. Quando si propone innovazione bisogna saper cogliere il momento in cui farlo, si ha un sola possibilità.

Mostriamo la chiarezza dell’idea
Dire innovazione e cambiamento è come non dire nulla. Quando portiamo avanti la nostra idea di cambiamento dobbiamo darle basi solide e fondamenta robuste. La nostra proposta deve essere avvalorata da dati. Evidenziamo i potenziali guadagni, mostriamo un progetto ben definito (per quanto rischioso possa essere) e siamo concreti. Il top management ha bisogno di verificare e sapere perché la nostra idea vale e le ragioni che la supportano. Avere un business plan è una grande bussola che aiuta nel viaggio che stiamo chiedendo di fare.

Il progetto deve essere condiviso
E’ necessario che il nostro capo colga quei segnali che hanno scatenato il nostro campanello d’allarme e la necessità di evolvere e, per farlo, non c’è modo migliore che coinvolgerlo. Cerchiamo di inserirlo in quelle situazioni che ci hanno ispirato; che faccia parte del team di sviluppo piuttosto che guardarlo d’alto e in modo distaccato. Facciamo in modo che si senta estensione del progetto, che sia coinvolto, così che lo sposi.

Seguire un percorso collaudato
Per molti l’innovazione è come camminare a piedi in campi pieni di neve fresca. Da bambini a tutti piaceva giocare subito dopo una nevicata e affondare nella neve, ma da adulti abbiamo paura che nasconda delle insidie. Ai nostri capi e colleghi dobbiamo quindi fornire una mappa, una struttura concreta di come il progetto ci farà attraversare il campo pieno di neve. Per innovare, guardiamo anche al passato, sfruttiamo quelle tecniche e metodi che già si sono dimostrati validi in progetti simili, usiamo la ricerca scientifica e le tecnologia per progredire.

Accettiamo la sfida, per innovare e produrre cambiamento serve coraggio e determinazione, mostriamo queste doti senza paura.

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