Social network e personal branding

Social network e personal branding

Avere un profilo social vuol dire comunicare; essere presenti nella rete come persone equivale ad avere una vetrina per un negozio. Facebook, Twitter, Instagram, Viadeo, LinkedIn, chi più ne ha più ne metta, ma essere nei social vuol dire essere visti da un pubblico quanto mai ampio, che non si limita ad amici e parenti, ma anche a sconosciuti, tra cui i recruiter.

Quando postiamo su Facebook, twittiamo, pubblichiamo foto e status creiamo, anche senza accorgercene, una reputazione e saremo visibili al mondo per quello che scriviamo.

Secondo Jobvite, il 93% dei responsabili HR utilizza le reti social per svolgere attività di recruiting online. Stando ai dati 2015 di una ricerca effettuata da LinkedIn, il 61% dei recruiter prende in considerazione i social per farsi un’idea sul candidato guardando soprattutto la sfera personale.

Capiamo bene che l’immagine postata sulla rete, acquista sempre più importanza e, se LinkedIn rimane il social di riferimento per i professionisti, è poi su Facebook (55% dei selezionatori lo guarda) che si cerca di stilare un profilo personale del candidato che influenza sicuramente la valutazione finale.

Vediamo assieme qualche consiglio su come presentarci in rete quindi.

Quello che pubblichiamo in rete può confermare una nostra esperienza, competenza, ma anche un titolo di studi o un percorso formativo fatto. Stiamo attenti che tutto sia coerente tra cv e profili social. Questo potrà tranquillizzare sull’onestà della persona e dare tranquillità al selezionatore.

Differenziamo i social network, ogni tipologia ha uno scopo diverso. LinkedIn e Viadeo sono social professionali, Facebook per le amicizie e così via. A seconda della piattaforma che stiamo usando e agli scopi che ci siamo prefissati, creiamo i collegamenti e pubblichiamo in base al tipo di informazione per cui abbiamo scelto quel canale. (vi prego, basta foto di gattini e quiz matematici su LinkedIn!)

Utilizziamo i sistemi di privacy e rendiamo pubblici solo i post che non danneggiano la nostra immagine. Su Facebook puoi scegliere chi può vedere cosa, anche solo per una persona specifica. Prima di pubblicare una foto che può essere sconveniente, pensaci non 2 volte, ma 6.
Non è compito dei recruiter giudicare le passioni, ma messaggi di violenza, discriminatori o video imbarazzanti non migliorano l’idea che si fanno di te.

Fornisci informazioni per contattarti e guarda i messaggi che ti arrivano. Se su LinkedIn hai un profilo esclusivamente privato e nessuno può scriverti, che senso ha? Nemmeno un potenziale recruiter potrà contattarti…

Focalizzati sulle tua passioni e allarga la tua rete. Trova persone con cui condividere ciò che ti piace, le tue idee e approfondirle renderà più leggero l’uso dei social, creerà la tua identità e mostrerà le tue competenze.

La più importante, non fingere di essere ciò che non sei. Se è vero che sulla rete puoi essere chi vuoi e, per ogni social puoi costruirti un’identità diversa, ricordati che tutti i nodi vengono al pettine e enormi differenze su come ti esprimi, cosa ti piace o chi mostri di essere, non possono che suscitare dubbi e portare il recruiter a chiedersi “chi è in realtà?”

E ora, buona condivisione sui social….

Leave a Reply

avatar
  Subscribe  
Avvisa per