Tecnologia e lavoro

Tecnologia e lavoro

Secondo l’Istat, 22 milioni di italiani non hanno mai aperto una pagina internet o non hanno mai navigato e, in Italia, siamo 60 milioni circa. Grazie a questi numeri vinciamo il fanalino di coda europeo. Come incide questo lavorativamente?

Si tratta quasi di uno scontro generazionale? I Gutenberg natives contro digital natives?

Forse si stanno avvicendando, nel mondo dei lavoro, due visioni diverse dell’utilizzo della tecnologia sui posti di lavoro. I millennials che utilizzano largamente la tecnologia a casa e nel tempo libero, abituati a chattare ed essere iper-connessi incontrano dei luoghi di lavoro in cui, a volte, l’unica tecnologia concessa è l’e-mail. Skype, Facebook, Twitter, LinkedIn, inutili servizi che tolgono tempo al lavoro e creano distrazioni….

distrazioni VS tempo libero

La vera sfida è proprio questa secondo me, punto cardine per mantenere l’equilibrio trai due mondi, quello lavorativo e quello extra-lavorativo.

La tecnologia può consentire maggiori libertà nella gestione del proprio tempo e del lavoro, può essere un momento di distrazione forse, ma contemporaneamente estende il lavoro a quei momenti e luoghi che riguardano la sfera privata ed attività personali (alzi la mano chi non è mai stato chiamato o ha ricevuto una mail lavorativa quando era in ferie o in orari e luoghi diversi da quelli di lavoro).

Può generare nuovi stili lavorativi che potenziano le capacità del lavoratore, ma contemporaneamente può diventare uno strumento del datore per aumentare il controllo sui dipendenti.

Visto che la tecnologia non è nè buona nè cattiva, tutto dipende dall’uso che ne facciamo.

Serve un nuovo modo non solo di concepire, ma anche di studiare e realizzare il mondo del lavoro immerso nell’era digitale e sempre più informatizzato. Vecchi lavori scompaiono grazie a computer e automazione, ma altri nascono grazie a delle nuove esigenze che si delineano giorno dopo giorno.

Serve uno studio che permetta alla tecnologia di allinearsi alle reali necessità e pratiche lavorative visto che , in moti contesti, ci si sente lamentare, da parte dei dipendenti, dei sistemi informatici aziendali. Questo accade perchè la programmazione non è disegnata insieme agli utilizzatori e non è allineata alle azioni ed interazioni lavorative del personale.

Le tecnologie sono sempre più invasive  nel determinare i cambiamenti organizzativi e le pratiche lavorative, sta a noi capire come sfruttare questi cambiamenti senza metterci sulla difensiva, cogliere come nuove opportunità per valorizzare il lavoro delle persone sempre con un occhio di attenzione al work-life balance.

Agevolazione lavorativa e aumento delle performance o controllo e monitoraggio costante? Voi, da che parte state?

Secondo me, in medio stat virtus

Leave a Reply

avatar
  Subscribe  
Avvisa per